Meccanica elettronica e meccatronica: quale futuro?
Intervista ad Alberto Pezzarossa, responsabile commerciale di A.P.Fer, azienda di distribuzione all’ingrosso, specializzata in prodotti di sicurezza, che dal 1988 è riferimento per tutta la filiera del nord Italia.
Qual è oggi lo stato dell’arte della sicurezza meccanica, elettronica e meccatronica in Italia? Per rispondere a questa domanda abbiamo intervistato Alberto Pezzarossa, profondo conoscitore non solo dei prodotti per la sicurezza, ma soprattutto delle dinamiche distributive del settore ferramenta e locksmith.
L’offerta di A.P. Fer: serrature, cilindri e prodotti per la sicurezza
“Nel nostro magazzino – spiega Pezzarossa – sono sempre disponibili serrature, cilindri di sicurezza, defender, maniglioni antipanico, chiudiporta e casseforti, oltre a tutti i prodotti di servizio indispensabili per il settore sicurezza: chiavi, macchine duplicatrici e radiocomandi“.
Un assortimento che negli anni è cambiato solo in parte. “Alcuni articoli che a fine anni ’90 erano ad alta rotazione oggi sopravvivono solo come referenze di servizio, mantenute per rispondere a richieste molto specifiche“.
Cilindri di sicurezza in crescita, serrature tradizionali in calo
Un esempio concreto? “La classica serratura da applicare per portoncini oggi incide in modo marginale sul fatturato. Al contrario, è in costante crescita la domanda di cilindri con chiave punzonata, in diverse fasce di prezzo, così come quella dei defender. Quindici anni fa erano prodotti quasi marginali, oggi rappresentano il cuore del mercato“.
Meccatronica: molta curiosità, poca domanda reale
Diverso il discorso per i cilindri meccatronici. “Non fanno parte della nostra offerta – afferma Pezzarossa – perché nessuno li chiede realmente. C’è curiosità, come verso un nuovo gadget tecnologico, ma non un interesse commerciale concreto“.
Nonostante il forte impegno dei produttori nel promuovere la meccatronica come soluzione più evoluta, la distribuzione racconta un’altra realtà. “Dal punto di vista tecnico non ho dubbi sulle prestazioni, ma commercialmente, almeno nel Nord Italia, i clienti continuano a preferire soluzioni meccaniche tradizionali, seppur sempre più evolute“.
Perché il mercato non è ancora pronto
Secondo Pezzarossa, il divario nasce dai ruoli: “Chi produce deve guardare avanti, chi vende deve offrire soluzioni che il cliente finale è pronto ad accettare“.
Nel settore residenziale, infatti, “i cilindri di fascia media garantiscono oggi un livello di sicurezza più che soddisfacente, con un buon equilibrio qualità/prezzo. L’utente medio non percepisce ancora la necessità di investire di più in soluzioni che non conosce e che richiedono un cambio di mentalità“.
Sicurezza domestica: la chiave resta un simbolo di fiducia
“Siamo abituati a gestire tutto dallo smartphone – osserva – ma la sicurezza della casa è un’altra cosa. La chiave fisica resta rassicurante e oggi è anche una barriera efficace contro i tentativi di effrazione, grazie alle limitazioni sulla duplicazione non autorizzata“.
Il ruolo dei locksmith e l’evoluzione del settore
Devono essere i professionisti della sicurezza a guidare il cambiamento? “Perché dovrebbero farlo, se ciò che è oggi sul mercato funziona già molto bene?“, risponde Pezzarossa con una metafora efficace: “I salmoni nuotano controcorrente, ma non tutti sono disposti a fare quella fatica“.
Il futuro della meccatronica: non élite, ma evoluzione graduale
La meccatronica non resterà un prodotto di nicchia, ma i tempi non sono ancora maturi. “Le nuove generazioni saranno più ricettive, i prezzi si abbasseranno, le competenze della filiera cresceranno e i produttori avranno un ruolo decisivo nel creare cultura e consapevolezza“.
Oggi, però, “Il consumatore fatica ancora a percepire il valore aggiunto della meccatronica, che viene vista come una soluzione costosa“. Un esempio concreto? “Molti clienti fanno fatica ad accettare il costo di una duplicazione chiave moderna, figuriamoci l’investimento richiesto da un sistema meccatronico“.
Dalla lima all’elettronica: un cambiamento possibile
La chiave meccanica è destinata a scomparire? “Non nel breve periodo. Siamo ancora lontani da un mondo senza chiavi fisiche, ma è arrivato il momento di muovere i primi passi nell’era digitale, anche per i serraturieri“.
Un percorso già iniziato da circa il 20% dei clienti A.P. Fer, partendo da attività come la duplicazione di radiocomandi e chiavi auto. “Un primo passo semplice e non traumatico è investire in macchine duplicatrici elettroniche, che rappresentano un vero cambio di mentalità“.
Perché partire dalle duplicatrici elettroniche
“Perché significa investire in tecnologia, competenze e metodo. Non sono macchine da prendere a martellate se non funzionano“, conclude Pezzarossa. “È un salto di qualità culturale e professionale che può fare davvero la differenza per il futuro del settore sicurezza“.
