Il futuro della sicurezza? È integrazione!
L’elettronica applicata alla sicurezza passiva non è più un’ipotesi, ma una direzione chiara di mercato. A confermarlo è Gianluca Cerlini, referente ERSI per i sistemi elettronici, nonché responsabile delle attività di formazione, informazione e aggiornamento professionale sull’elettronica applicata alle chiusure.
ERSI, l’unica associazione italiana che aggrega i serraturieri e professionisti più qualificati della sicurezza passiva, ha infatti creato da alcuni anni un capitolo dedicato ai Sistemi elettronici: un segnale concreto dell’evoluzione di un settore storicamente legato alla meccanica tradizionale.
Serraturieri ed elettronica: un’evoluzione naturale
«L’interazione tra i soci ERSI e i sistemi elettronici – spiega Cerlini – è nata nel modo più naturale possibile. Tutto è partito dai radiocomandi, dalla duplicazione elettronica e dalle chiavi auto, per poi aprirsi progressivamente a nuovi ambiti applicativi».
Un passaggio non forzato, ma coerente con l’evoluzione del mercato: «Tutto tende alla dematerializzazione e all’elettronica. Sarebbe stato anomalo se il nostro settore fosse rimasto immune a questo cambiamento».
Curiosità, formazione e nuove competenze
Se è vero che alcuni professionisti mostrano ancora cautela di fronte alle novità tecnologiche, è altrettanto vero che «in ERSI c’è grande curiosità verso l’elettronica e le sue potenzialità». La consapevolezza è diffusa: acquisire nuove competenze significa garantirsi nuove prospettive professionali.
Non a caso, la richiesta di corsi di formazione sui sistemi elettronici e meccatronici è in costante crescita. «Una necessità che si è trasformata in virtù», sottolinea Cerlini.
Meccatronica applicata alle chiusure: l’area più interessante
L’interesse non si limita a radiocomandi e chiavi auto. «La meccatronica applicata alle chiusure è oggi l’ambito che genera maggiore attenzione e curiosità tra i serraturieri ERSI».
È vero che, sul mercato italiano, questi sistemi non sono ancora ampiamente diffusi. «Ma gli specialisti ERSI hanno nel DNA la capacità di anticipare i tempi. Non si può fare davvero questo mestiere limitandosi alle richieste immediate».
Uno sguardo ai mercati esteri
Secondo Cerlini, basta osservare altri paesi per capire dove si sta andando: «In molti mercati esteri, la meccatronica e l’elettronica pura sono già parte integrante dell’offerta standard. L’Italia è in ritardo, ma il gap verrà colmato».
Perché l’Italia è più lenta?
Una delle principali ragioni è legata alla struttura immobiliare italiana. «All’estero, soprattutto nel Nord Europa e negli Stati Uniti, è molto diffusa la gestione di grandi edifici con un unico proprietario e molti utenti. Questo ha favorito sistemi di masterizzazione delle chiavi e gestione gerarchica degli accessi».
Con la meccanica tradizionale, però, questi sistemi presentano un limite importante: «La perdita di una chiave maestra comporta la sostituzione di interi impianti di serrature».
Il vantaggio competitivo della meccatronica
«La meccatronica risolve il problema alla radice», spiega Cerlini. «L’elettronica blocca la meccanica: senza il corretto codice, la chiave è inutilizzabile. Basta riprogrammare il sistema per ripristinare la sicurezza, con tempi e costi ridotti, senza sostituzioni invasive».
Residenziale italiano: non ancora pronto, ma in evoluzione
Nel contesto abitativo italiano attuale, «una soluzione meccatronica può risultare sovradimensionata per l’utente medio». Ma questo scenario potrebbe cambiare rapidamente.
Il ruolo decisivo della domotica
A fare la differenza sarà la crescente diffusione della domotica, intesa come sistema integrato di gestione di sicurezza, accessi e consumi energetici. «Oggi la domotica è già realtà negli interventi edilizi più evoluti. Se prima era un plus di lusso, ora sta diventando uno standard nei progetti contemporanei».
Come spesso accade, «i costi inizialmente elevati dell’elettronica si abbassano rapidamente con la diffusione».
ERSI si prepara al futuro
È proprio a questo scenario che ERSI sta preparando i suoi associati. «Stiamo partendo dalla conoscenza approfondita delle chiusure meccatroniche, per poi lavorare sull’integrazione dei sistemi. Un passo alla volta, ma con una direzione molto chiara».
Il futuro della sicurezza passiva sarà sempre più elettronico e integrato. E i professionisti ERSI hanno già iniziato il percorso.
