iKey-23 - Anno 2026

23 Assoferma e Arge e ai prodotti industriali. Nei Paesi del Nord Europa, dove i criteri ambientali nelle gare pubbliche e nelle certificazioni degli edifici sono particolarmente avanzati ed esigenti, la disponibilità di dati verificati sull’impatto ambientale dei materiali è diventata un elemento essenziale per la scelta dei prodotti; la Norvegia, per esempio, è tra le nazioni europee più virtuose da questo punto di vista. Lì si privilegiano costruzioni in legno e la certificazione di sostenibilità degli edifici più importante è la BREEAM-NOR. Le dichiarazioni ambientali consentono di integrare queste informazioni nei processi di progettazione digitale e nelle valutazioni di sostenibilità degli edifici. Anche le politiche europee, dal Green Deal alla revisione delle normative sui prodotti da costruzione, stanno progressivamente rafforzando il ruolo delle EPD come strumento di trasparenza e comparabilità. iKey: In che modo gli EPD influenzano il mercato e la valutazione della qualità dei prodotti? G.M.: La diffusione delle EPD sta contribuendo a introdurre nuovi parametri di valutazione nel mercato dei prodotti tecnici. Accanto alle prestazioni funzionali e alla conformità normativa, cresce infatti l’attenzione verso l’impatto ambientale lungo l’intero ciclo di vita. Le dichiarazioni ambientali permettono di disporre di dati verificati e comparabili che supportano progettisti, distributori e operatori della filiera nelle scelte di acquisto. Questo processo favorisce una maggiore trasparenza e spinge le imprese a migliorare i propri processi produttivi in chiave di efficienza energetica, riduzione delle emissioni e uso responsabile delle risorse. In prospettiva, tali informazioni sono destinate a diventare sempre più rilevanti anche nei sistemi digitali di progettazione e nelle certificazioni ambientali degli edifici. iKey: Perché la realizzazione di singoli EPD da parte delle aziende comporta costi elevati? G.M.: La realizzazione di una EPD è un processo tecnico articolato, che prende avvio dall’analisi del ciclo di vita del prodotto e implica diverse fasi di raccolta dati, modellazione ambientale e verifica indipendente. È necessario infatti analizzare: materie prime, processi produttivi, trasporti, utilizzo e fine vita del prodotto secondo le metodologie riconosciute a livello internazionale. A questo si aggiungono i costi legati alla validazione da parte di organismi accreditati e alla registrazione ufficiale della dichiarazione. In un contesto in cui i criteri ESG e la sostenibilità dei prodotti industriali stanno assumendo un peso sempre maggiore nelle scelte di mercato, questi strumenti rappresentano un investimento sempre più strategico; saranno sempre più necessari per dimostrare in modo oggettivo le performance ambientali. iKey: Quale ruolo ha Assoferma in Italia grazie all’accordo con ARGE riguardo agli EPD? G.M.: Grazie alla collaborazione con ARGE il nostro sistema associativo può svolgere un ruolo di collegamento tra il più alto livello europeo e le imprese del settore presenti sul territorio nazionale. In concreto, questo significa rendere disponibili alle aziende strumenti comuni e documentazione tecnica sviluppata a livello internazionale, favorendo al tempo stesso l’adozione di criteri condivisi per la valutazione dell’impatto ambientale dei prodotti. Attraverso il meccanismo delle licenze e delle sub-licenze, le imprese possono utilizzare le EPD nell’ambito della propria documentazione tecnica e commerciale, contribuendo così a diffondere standard di trasparenza e sostenibilità sempre più richiesti dai mercati europei.

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