27 SiFerr 2026 TESTIMONIAL D’ECCEZIONE: ROCCO SIFFREDI Tra gli elementi più dirompenti dell’edizione 2026 spicca la presenza di Rocco Siffredi come testimonial ufficiale. Figura iconica e riconosciuta a livello internazionale, porterà all’evento una visibilità straordinaria e un forte impatto mediatico. La sua partecipazione rappresenta un segnale chiaro: SiFerr punta a uscire dagli schemi, ampliando il proprio pubblico e rafforzando il proprio posizionamento. iKey: Cosa ti ha colpito di più della fiera SiFerr e del mondo della ferramenta, sicurezza, colore e giardinaggio? Rocco Siffredi: Quello che mi ha colpito di più di SiFerr è il fatto che rappresenta un mondo molto concreto, fatto di persone vere e di lavoro reale. I mondi della ferramenta, della sicurezza, del colore e del giardinaggio sono gli universi della manualità, del “saper fare”, di chi costruisce, sistema, crea. È un ambiente che rispetto molto e nel quale, anche se può sembrare strano, mi ritrovo parecchio. Quando sono a casa mi piace dedicarmi al giardino, al bricolage, al modellismo, a tutto ciò che richiede attenzione, precisione e passione. Sono attività che hanno tantissimo in comune con questo settore e che raccontano una cultura del lavoro che oggi va valorizzata. iKey: Come ti sei sentito quando ti hanno proposto di diventare testimonial della fiera SiFerr? R.S.: Mi ha fatto davvero molto piacere. Ho accettato perché mi sento vicino a quello che io chiamo il “popolo”, le persone che lavorano, che fanno sacrifici e che sono autentiche. SiFerr non è una fiera del virtuale o delle apparenze, ma un evento che parla di cose concrete. E questo è molto nel mio modo di essere. Anche il mio lavoro, alla fine, ha un lato artigianale: preparo, costruisco, dirigo, curo i dettagli. Non è tutto semplice come qualcuno immagina, si lavora tanto e serve grande professionalità. In questo senso mi sento affine a chi lavora con utensili, macchine e materiali ogni giorno. iKey: Il 17 maggio 2026 sarai a SiFerr per incontrare i visitatori, firmare autografi e fare foto: come ti senti all’idea di vivere questi momenti con il pubblico? R.S.: Mi fa davvero molto piacere, perché il contatto diretto con le persone è sempre qualcosa di speciale. Le fiere sono uno dei pochi momenti in cui si può incontrare il pubblico dal vivo, senza filtri, ed è una cosa che apprezzo molto. Oggi è vero che, con i cellulari, si fanno molte più foto che autografi: ormai la foto è diventata il ricordo principale e quindi ne faremo sicuramente tantissime. Però, se qualcuno arriverà con una brochure o con un oggetto e mi chiederà un autografo “come una volta”, lo farò volentieri, senza alcun problema. Quello che conta davvero, per me, è poter scambiare due parole, ascoltare le persone, capire chi ho davanti. Mi piace l’idea di incontrare visitatori che lavorano ogni giorno in questo settore, che hanno storie, esperienze e passioni legate al loro mestiere. Sono momenti semplici, ma autentici ed è proprio questa autenticità che rende una fiera come SiFerr diversa da qualsiasi evento solo virtuale.
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