iKey-23 - Anno 2026

65 Passaggio generazionale valorizzato. Così, i ragazzi hanno pochissimo contatto con il lavoro artigianale, e la percezione di complessità e fatica tende a scoraggiarli». iKey: E il ruolo della famiglia? M.B.: «Le famiglie giocano un ruolo decisivo. Spesso spingono i figli verso percorsi considerati più sicuri o prestigiosi, senza valutare inclinazioni personali o opportunità concrete. Questo contribuisce a creare un vuoto generazionale nei mestieri manuali, perché le competenze non vengono trasmesse e i giovani non si avvicinano al mondo artigiano». iKey: Molti figli di artigiani non vogliono rilevare il negozio o l’attività di famiglia. Quanto pesa questo fenomeno? M.B.: ««Il passaggio generazionale è una delle sfide più delicate per le imprese artigiane. Se i figli non vogliono rilevare l’attività, rischiamo di perdere competenze consolidate e knowhow prezioso. Per gestire questa situazione, è fondamentale comunicare chiaramente il valore del lavoro e delle competenze acquisite, offrire percorsi graduali di formazione e responsabilità, e lasciare spazio alla creatività e alle idee dei giovani. A volte è utile prevedere forme di gestione condivisa o collaborativa, così che il figlio possa sentirsi parte del progetto senza sentirsi costretto. Inoltre, creare motivazione e senso di appartenenza è essenziale: far capire che continuare un’attività familiare non è un peso, È FONDAMENTALE RESTITUIRE DIGNITÀ E VISIBILITÀ A QUESTE PROFESSIONI, MOSTRANDO AI GIOVANI CHE L’ARTIGIANATO NON È SOLO FATICA, MA ANCHE CREATIVITÀ, COMPETENZA E SODDISFAZIONE PERSONALE > ma un’opportunità di crescita e realizzazione personale». iKey: Quali sono le conseguenze per il settore? M.B.: «Senza ricambio generazionale, molti mestieri rischiano di scomparire. Si perde esperienza, know-how e professionalità consolidata, con conseguenze non solo economiche ma anche culturali. Il lavoro artigianale costituisce una parte fondamentale dell’identità e del tessuto produttivo locale». iKey: Come invertire la tendenza? M.B.: «Serve un lavoro su più fronti. Bisogna creare percorsi di formazione pratici, rafforzare i legami tra scuole e imprese, raccontare il valore e la complessità del lavoro manuale. È fondamentale restituire dignità e visibilità a queste professioni, mostrando ai giovani che l’artigianato non è solo fatica, ma anche creatività, competenza e soddisfazione personale. Occorre anche innovare nella gestione delle imprese familiari: se l’attività viene percepita come moderna e aperta alle nuove idee, sarà più facile coinvolgere i giovani e garantire il ricambio generazionale».

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